Aeroporto e Mall: i 5 errori del Comune di Parma


Aeroporto e Centro Commerciale di Baganzola hanno storie diverse, eppure attorno a loro si profila la possibilità che Parma possa vedere chiudere il proprio Aeroporto e aperto nello stesso tempo un contenzioso di entità oggi ancora non calcolabile a seguito del sequestro del cantiere da parte del Tribunale.

A monte c’è la crisi pluriennale dell’Aeroporto, il progetto di ampliamento ritenuto unica possibilità di rilancio e, nell’area confinante, il cantiere di uno dei più grandi centri commerciali d’Italia (300.000 mq complessivi, 115.000 metri quadri di negozi, grandi magazzini, ipermercato, multisale cinematografiche, bar, ristoranti).

Nessuno può dire come evolveranno le due questioni, ma oggi i pericoli coinvolgono tutta la città. Si è arrivati qui per alcuni errori, i cui effetti possono moltiplicarsi tra loro.

Primo errore: la vendita delle quote di Fiere di Parma (2016), decisa inizialmente per assecondare il Piano di accorpamento delle Fiere regionali sotto l’egida di Bologna (voluto dal Presidente Bonaccini). Peccato che le nostre Fiere siano in attivo e quelle di Bologna in passivo, ma sembrerebbe un dettaglio.

Secondo errore: ritenere che i proventi della vendita di Fiere potessero confluire alla Sogeap (società di gestione dell’Aeroporto) per la ricapitalizzazione societaria in vista del progetto di ampliamento della pista. Il pronunciamento della Corte dei Conti ha bloccato questa decisione, con il risultato che i soldi della vendita di Fiere non andranno da nessuna parte, salvo un impegno di 2,5 Milioni per opere viabilistiche, ritenute da Sogeap troppo marginali per il progetto principale.

Terzo errore: sottovalutare la questione del Piano di rischio aeroportuale, latente sin dal 2012, quando Ciclosi emanò una delibera che impegnava il Comune a adeguarlo alle Norme Enac. Se il Comune avesse aggiornato il Piano, avrebbe potuto/dovuto misurarsi con la compatibilità urbanistica del centro Commerciale. Ma non lo ha fatto.

Quarto errore: il rilascio del Permesso di Costruire al Centro Commerciale senza preventivo aggiornamento del Piano rischio. A seguito di esposto delle associazioni ambientaliste, la Procura della Repubblica di Parma e, successivamente, il Tribunale del riesame hanno disposto il sequestro del cantiere motivando la decisione, per quanto si è letto, con “macroscopiche illegittimità” dei Permessi di costruire rilasciati dal Comune di Parma. E la Parma Urban District (società che detiene il Centro Commerciale in costruzione) potrebbe oggi accampare richieste di danni, avendo iniziato i lavori sulla base del PdC e intrapreso la vendita degli spazi commerciali, sulla stregua, immaginiamo, di un piano industriale che prevede tempi certi, consegne delle opere finite altrettanto certe e conseguenti penali.

Quinto errore: avere perso totalmente la bussola sul futuro dell’aeroporto. L’ultima versione del progetto di ampliamento prevede sostanzialmente zero voli passeggeri in più, un incremento dei cargo (merci), un piano quadriennnale che ha dimezzato le aspirazioni del Piano presentato solo un anno fa. Sogeap denuncia pubblicamente di essere stata lasciata sola.

Oggi l’orizzonte dell’aeroporto è oscuro e il Comune sembra avere abbandonato l’infrastruttura al proprio destino. Potrebbe essere quindi pesante il lascito di sei anni di amministrazione della città in un’area strategica come il polo di Baganzola.

Parma Protagonista