Morbillo: ecco perché vaccinarsi


Come annunciato dalla stampa vi sono stati, nel territorio di Parma, tre casi di infezione da morbillo. I casi sono tutti sotto controllo e per nessuna persona infetta è stato necessario il ricovero in ospedale.

L'episodio aiuta a riflettere sul fatto che la vaccinazione contemplata nel calendario vaccinale obbligatorio dell'età infantile è necessaria ed una diffusa pratica della vaccinazione che si avvicini il più possibile al 100% potrebbe proteggere anche quelle persone che per qualche motivo non si sono sottoposte al vaccino o non hanno sviluppato una immunità completa.

Nel 2015 il Giappone era stato dichiarato immune o libero dal morbillo in quanto per 36 mesi consecutivi non si era verificata alcuna trasmissione dell'infezione all'interno del Paese, tutto ciò grazie ad una copertura vaccinale molto alta, intorno al 97%. Nel maggio 2018, in Giappone, si è avuta una improvvisa epidemia di morbillo (161 casi) verosimilmente causata da viaggiatori internazionali.
Questo è potuto accadere perché una parte importante della popolazione adulta non era mai stata vaccinata e fino a quel momento aveva avuto la fortuna di non incontrare mai il virus del morbillo grazie all'alta copertura vaccinale della comunità e questo ha provveduto a proteggere anche coloro che, non vaccinati, restavano suscettibili all'infezione.

L'Oms raccomanda, per quei luoghi che hanno una bassa incidenza di infezione ma che presentano una elevata possibilità di importazione del virus del morbillo, la vaccinazione della popolazione a rischio di esposizione ad un possibile virus importato (ad es. quando manca un certificato di vaccinazione o di immunità contro morbillo ), quali operatori sanitari, persone che operano nel turismo e nei trasporti (hotel e catering, aeroporti, autisti di taxi, ecc.).
Va ricordato che il morbillo è una delle malattie più contagiose che si conoscano e che ogni persona colpita arriva a contagiarne, in poco tempo, in media fino ad altre diciotto.

Dal 1° gennaio al 31 maggio 2018 in Italia sono stati segnalati un totale di 1716 casi di morbillo (ben 597 nel solo mese di maggio) con 4 decessi. La maggioranza dei casi si è verificata in adulti, ma il 20% dei casi ha interessato anche i bambini a causa delle note carenze di copertura vaccinale tra i più piccoli e quando si contrae il morbillo molto precocemente, al di sotto dei due anni di vita, questo comporta un aumentato rischio di incorrere nelle complicanze più gravi dell'infezione.

Bruno Agnetti Medico e consigliere comunale di Parma Protagonista