Parma, il bilancio dell'anno che verrà


Il bilancio preventivo 2019 del Comune di Parma presenta ben poco di nuovo rispetto all'anno scorso: nessuno slancio, nessun cambio di tendenza e soprattutto nessuna innovazione su problemi urgenti come povertà e politiche familiari, ambiente e viabilità, emergenze educative.

Non c'è stata alcuna correzione alle tasse comunali, nessun intervento sul tema degli asili nido, nessuna revisione delle tariffe delle mense (anche solo per le fasce di reddito più basse), anche se è importante l'apertura da parte dell'assessore al Bilancio sul possibile abbassamento della soglia minima di esenzione IRPEF.

E non c’è stato nessun ripensamento sul regolamento disabilità approvato la scorsa estate, decisione da noi criticata, che costringe le famiglie dei disabili a una partecipazione troppo onerosa ai servizi offerti, anche quando la giurisprudenza ha cominciato ad esprimersi in senso contrario alle decisioni dell'amministrazione di Parma.

Quanto alle opere pubbliche ancora una volta c'è la tendenza a sparare cifre grosse (tipo: “141 milioni di euro in tre anni”), quando quasi 58 milioni di quelle risorse sono “apporti di capitali privati”, di cui non è ancora chiara l'origine.
A questi famosi contributi privati è appesa per esempio la ristrutturazione del Romanini Stuard, mentre su molte altre opere, già annunciate più volte, non abbiamo notizie certe: l'ex ostello della Cittadella, l'ostello di San Leonardo, l'ex scuola europea di via Saffi, i Giardini di San Paolo, le barriere antirumore di Fognano, piazzale della Pace. Mentre ci chiediamo se i lavori negli edifici degli ex Stimmatini in via D'Azeglio saranno finiti in tempo per l'inizio delle lezioni nel 2019, laddove forse un rinvio di qualche mese avrebbe potuto consentire un trasferimento più adeguato delle classi dell'Albertelli Newton.

Insomma ci sarebbe piaciuto vedere qualche segno di cambiamento, qualche atto anche simbolico ma concreto, che aprisse veramente un nuovo fronte, su temi come ambiente, povertà, sicurezza, educazione, contrasto delle dipendenze, legalità. Su quest'ultimo tema registriamo invece il sequestro di due cantieri, di cui uno riguarda indirettamente un'infrastruttura nevralgica come l'aeroporto, di cui non conosciamo il destino, e l'altro una variante urbanistica che incautamente stava per essere portata in Consiglio comunale.

Non possiamo solo e sempre accettare lo slogan caro al Sindaco che non c'è alternativa. O peggio che l'alternativa sia il taglio dei servizi come unica risposta a tutte le critiche e come strumento di conservazione dell'esistente. Oppure l'attacco continuo al Governo in modo esclusivamente strumentale alla campagna elettorale permanente del nuovo partito pizzarottiano.

Speriamo che il 2019 faccia atterrare a Parma la realizzazione di almeno alcuni dei progetti annunciati e che non si fermi tutto alle chiacchiere sulla Smart City.

Parma Protagonista
Il capogruppo Pier Paolo Eramo