Chi siamo

Parma protagonista è un movimento, aperto e libero

Un’idea di città

A Parma esistono le condizioni civili e le risorse perché si possa garantire una elevata qualità della vita: esiste ricchezza culturale, esistono risorse economiche e controllo sociale.

Esiste però un altro lato della medaglia: povertà crescente, disagio sociale diffuso, problematiche ambientali non risolte. La città esprime energie proprie per contrastare problemi che si manifestano quotidianamente nella loro drammaticità. In questi anni abbiamo visto crescere fenomeni deteriori come il degrado urbano, il disorientamento dei giovani, l’insicurezza dei quartieri, la povertà (a Parma, secondo la ricerca Caritas, i poveri sono circa 11.000), tutte emergenze che in un passato recente erano quasi sconosciute alla nostra comunità.

La nostra comunità soffre di una preoccupante precarietà che ha messo in discussione la sua coesione. Troppe persone sono state colpevolmente lasciate indietro, troppi quartieri soffrono per degrado e assenza di controllo pubblico.

La sicurezza è il diritto a non avere paura, coincide con la possibilità di poter godere pienamente della propria libertà nello spazio pubblico e nelle nostre case.

La legalità è un principio ineludibile che deve essere fatto rispettare. Chi delinque non può continuare a fare affidamento sull’impunità, che deriva dall’assenza di un governo della complessità sociale. E sappiamo che le mafie tendono a radicarsi anche qui e spesso nel silenzio e nella omertà, che sono il terreno di coltura di ogni criminalità.

Ma a una città che manifesta il timore di un possibile declino, si contrappone una città di eccellenze, fatta di persone, che ogni giorno contribuiscono alla crescita collettiva: la città delle famiglie, del lavoro, della cultura, dell’impresa, del volontariato.

Un contributo essenziale proviene dalla cultura, che a Parma ha il merito storico di essere riuscita a fondere élite e popolo in una stessa tradizione identitaria.

L’agroalimentare è il perno della nostra economia, motore di ricchezza e sviluppo. Parma ha bisogno di destinare al nostro territorio urbano e rurale le più avanzate cure ambientali.

Modelli ambientali di gestione avanzata delle risorse energetiche cui guardare esistono, in Europa e nel mondo, pensiamo per esempio a città come Oslo, o Friburgo,città a emissioni zero, che con la sostenibilità e la qualità della vita hanno sviluppato indotto e turismo.

A Parma purtroppo i piani urbanistici hanno fatto perdere il controllo del territorio: la città si è espansa senza razionalità e con scarsa attenzione per le esigenze più elementari di chi vive nei nuovi insediamenti. Dobbiamo rimediare al danno fatto, consapevoli che è dal recupero e dalla riqualificazione che ricostruiremo la nostra identità.

I giovani devono esercitare un ruolo da protagonisti nella vita della città, devono partecipare alla progettazione del futuro comune. Esigono fiducia e responsabilità, per essere messi in condizione di lavorare per Parma e per loro stessi.

La città che pensiamo non è un'impresa. Crediamo che i servizi alla persona non costituiscano semplicemente una voce di bilancio il cui costo debba essere scaricato sugli utenti.

Crediamo che i servizi alla persona siano il metro con cui si misuri la civiltà di una società, che siano un investimento, il cui ritorno sia l'inclusione, senza lasciare indietro nessuno.

I nostri valori

Libertà, condizione indispensabile per la vita di ciascun individuo e per la convivenza fra più individui: anime e culture diverse, che convivono insieme governati dai principi di tolleranza e democrazia.

Centralità della persona umana, attorno alla persona si genera una comunità che non dimentica nessuno, che si fa carico della promozione dell’individuo, dall’infanzia alla vecchiaia, con una attenzione prioritaria alle fragilità, al disagio, ai diritti individuali e dei nuclei famigliari, il diritto al lavoro, all’istruzione, alla
salute, all’assistenza, alla casa, ad avere figli, a vivere la normalità anche in situazioni di disabilità.

Uguaglianza, a ciascuno gli stessi diritti, indipendentemente da genere, etnia, religione, ceto, condizione,
opinione, nel rispetto della libertà di espressione.

Equità sociale, una comunità è tale se esercita i principi di solidarietà e di aiuto a chi rimane indietro.

Lavoro, una persona ha dignità se ha un lavoro.

Sviluppo, il diritto al lavoro trova concretezza in una economia che sa crescere, nel rispetto dei principi di sostenibilità.

Ambiente, il mondo è la nostra casa, ma è una casa fragile e non la abitiamo da soli: abbiamo il dovere di preservarne equilibrio e integrità, così come abbiamo il dovere di consegnarla alle generazioni che verranno in
condizioni uguali o migliori rispetto a come l’abbiamo ricevuta.

Cultura, educazione, ricerca, conoscenza, amore per l’arte e curiosità critica del presente e della memoria
storica sono elementi ineludibili per costruire con solidità il futuro.

Europa, è solo attorno all’Europa che è possibile costruire un’idea di convivenza pacifica dei popoli che permetta di attuare un progetto solidale anche fuori dai nostri confini.

Indipendenza della politica, fare politica deve essere espressione di uno spirito di servizio, per tutti e senza condizionamenti di poteri economici o pressioni improprie. Gli interessi collettivi devono prevalere a quelli di parte.